Con
Paolo Fresu, tromba, Antonello Salis,
fisarmonica
Musiche della tradizione balcanica e jazz
Koçani
Orkestar
A
Koçani,
piccola citta' della Macedonia
a pochi chilometri dal confine con la Bulgaria, batte il cuore
musicale dei Balcani. Merito della Koçani
Orkestar, "brass-band" di sette virtuosisti degli ottoni,
che produce suoni chiassosi, ipnotici e un po' alticci, tra randellate
di basso tuba e impennate di tromba.
L'organico della banda e' ridotto: un paio di trombe, tre tube,
clarinetto, sassofono, fisarmonica e percussioni (con strumenti
tradizionali come la "zourna", una specie di oboe, e
il "tapan", un tamburo bipelle). Ma tanto basta a dar
vita alla travolgente girandola di timbri, accenti e colori, che
anima il secondo album dell'Orkestar:
"L'Orient est rouge" ("L'Oriente e' rosso",
dal titolo di una vecchia canzone comunista cinese diventata un
hit nella Jugoslavia di Tito).
L'eredita' delle fanfare dei giannizzeri e dell'esercito ottomano,
aggiornata dalle bande gitane, si mescola con i ritmi della tradizione
bulgara, turca, rumena, macedone e serba. Molti motivi sono danze
tradizionali: "cocek" (se femminili) e "oro"
(i balletti collettivi in circolo). Ma non mancano contaminazioni
con moderne rumbe e stilemi jazz.
Assistere a un concerto della Koçani
Orkestar e' un'esperienza ubriacante, che puo' trascinarti in
vorticosi balli fino a notte tarda.
Ne sa qualcosa un loro fan italiano, il cantautore Vinicio Capossela,
che dal vivo si diverte come un bambino a suonare e folleggiare
con i suoi amici macedoni.
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