Liszt e Paganini

Mercoledì 10 agosto 2016
h.21.00 Bolano, Oratorio

10 agosto 2016
Franz Liszt La notte S377 Franz Liszt Gran duo su temi polacchi S127 Peter Fribbins "......that which echoes in eternity" Nicolò Paganini/Mario Pilati Tre capricci per violino e pianoforte Franz Liszt/Joseph Joachim Rapsodia XII
Franz Liszt , Peter Fribbins ,Nicolò Paganini,Mario Pilati ,Joseph Joachim

Liszt e Paganini

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Franz Liszt   La notte  S377

Franz Liszt    Gran duo su temi polacchi S127

Peter Fribbins   “……that which echoes in eternity”

Nicolò Paganini/Mario Pilati Tre capricci per violino e pianoforte

Franz Liszt/Joseph Joachim Rapsodia XII

 

Il programma propone composizioni importanti quanto di raro ascolto. L’opera di Liszt, appena registrata integralmente dal Duo Bologni-Bruno, comprende circa due ore di musica composta in varie fasi della vita del compositore. Vi figurano lavori originali accanto a trascrizioni e rifacimenti, come la Rapsodia, la cui parte violinistica è in parte dovuta al violinista e compositore J.Joachim, collaboratore e amico di Schumann e Brahms. La Notte è una versione profondamente riveduta de “Il pensieroso” per pianoforte, ispirato alla celebre statua di Michelangelo; la parte centrale del pezzo, con le sue venature ungheresi, si lega alla morte prematura di Blandine, la primogenita di Liszt e Marie D’Agoult. Il Duo è invece un’opera giovanile in un unico grande movimento, basata sulla Mazurka op.6 n.2 in do diesis minore di Chopin, che viene sottoposta a variazioni e trasformazioni continue, secondo una tecnica che Liszt svilupperà negli anni a livelli straordinari. Il programma si completa con lavori molto più recenti, il primo dei quali in realtà è un accompagnamento che Mario Pilati (1903-1938) realizzò per un gruppo di otto capricci di Paganini; lo stile dell’opera è armonicamente sontuoso, ma non schiaccia l’originale sotto il peso di una parte pianistica pletorica, giungendo a un risultato di grande qualità estetica. Infine, il titolo del pezzo di Peter Fribbins, nato a Londra nel 1969, è una citazione dall’Inferno di Dante (cosa che lo rende in qualche modo post-lisztiano). Scritto nel 2002, si caratterizza per una grande sensibilità al suono dei due strumenti, e per un clima espressivo cupo e drammatico.

 

Alberto Bologni, nato a Prato, ha compiuto i suoi studi sotto la guida di Sandro Materassi, diplomandosi al Conservatorio di Firenze con il massimo dei voti e la lode. In seguito ha studiato con Stefan Gheorghiu e Ilja Grubert, conseguendo il diploma di solista al Conservatorio di Rotterdam. E’ stato premiato ai concorsi Viotti di Vercelli e Spohr di Friburgo. Nel 1979, dopo aver ricevuto a Firenze il premio Leonardo da Vinci, inizia una carriera concertistica intensa e multiforme, costellata di calorosissimi successi di pubblico e di critica, che lo ha portato a esibirsi nelle principali sale da concerto e teatri in Italia,  Europa e Sudamerica, come solista con importanti orchestre e in formazioni da camera dal duo al quintetto. Ha suonato con alcuni dei maggiori musicisti attivi sulla scena internazionale, da Boris Belkin a Renato Zanettovich, da Konstantin Bogino a Piernarciso Masi e inoltre da trent’anni collabora regolarmente con Giuseppe Bruno. Ha preso parte al Festival di Spoleto e al Festival di Tateshina (Giappone) e all’ Adriatic Chamber Music Festival. E’ stato primo violino solista della Camerata Musicale Città di Prato per dieci anni dalla sua fondazione. Ha effettuato registrazioni discografiche televisive o radiofoniche per Rai 1, Radio tre, Hessischer Rundfunk, West Deutscher Rundfunk, Radio Suisse Romande, RTSI di Lugano, Radio Vaticana, Amadeus, Sheva Collection (per la quale ha inciso i 24  Capricci di Paganini che esegue regolarmente proposto in concerto), Diapason, Tactus, ottenendo lusinghiere recensioni sulla stampa specializzata italiana e inglese.

Negli Stati Uniti è stato ripetutamente invitato a tenere concerti come solista e master class alla Truman State University (Missouri), alla Lawrence University e alla Park University (Kansas).

E’ invitato regolarmente come docente all’ Accademia dell’ Orchestra Mozart di Bologna e all’Orchestra Giovanile Italiana.

E’ titolare della cattedra di violino all’ Istituzione d’ Alta Cultura Luigi Boccherini di Lucca.

Suona un Santo Serafino datato Venezia 1734.

 

Giuseppe Bruno si è diplomato a pieni voti in Pianoforte, Composizione e Direzione d’orchestra con i Maestri Specchi, Zangelmi e Taverna; si è perfezionato con Paolo Bordoni per il pianoforte e Leopold Hager per la Direzione d’orchestra e ha frequentato un seminario di Composizione all’ IRCAM di Parigi. Ha tenuto il suo primo recital all’età di 17 anni, cui è seguita un’ininterrotta attività solistica e cameristica. In possesso di un ricco repertorio di composizioni per pianoforte e orchestra, ha suonato con importanti complessi in Europa e America. Dal 1987 al 1992 ha preso parte al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Festival di Charleston (USA). E’ stato premiato al Concorso Internazionale di Pianoforte “Roma 1991”, ed al Concorso “Viotti” di Vercelli con il violinista Alberto Bologni. Ha registrato per Sheva, Nuova Fonit Cetra, Ars Publica, Diapason, Tactus, Ars Musici, SAM; ha inoltre effettuato registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI, la Radio Suisse Romande, la Radio della Svizzera Italiana e il WDR di Köln. Ha collaborato con numerosissimi direttori, strumentisti e cantanti, con l’attrice Milena Vukotič e con l’Ottetto Filarmonico di Berlino; con il pianista Paolo Valcepina ha tenuto due tournées in Cina. Attivo anche come direttore d’orchestra, ha realizzato numerose produzioni sinfoniche e operistiche; è inoltre autore di musiche di scena e di un’opera da camera . Universal Edition di Vienna ha pubblicato la sua trascrizione cameristica di “Purgatorio” dalla X Sinfonia di Mahler. Docente al Conservatorio della Spezia , di cui è stato direttore dal 2008 al 2014, ha tenuto masterclass e corsi per numerose università e conservatori d’Europa e Nordamerica ed è Gastprofessor della Rubinstein Akademie di Düsseldorf.

 

 

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