Alla metà degli anni Ottanta maturò, nella mente dei dirigenti dell’epoca, l’idea di istituire un premio che testimoniasse la forza della musica come preziosa attività umana, volta al positivo, capace di sconfiggere qualsiasi male attinente alla sfera della materialità. Del resto non erano ancora stati dimenticati, certamente, gli anni bui del dopoguerra quando la città era segnata da 660 edifici completamente distrutti (tra cui tre teatri, il Palazzo municipale e il Duomo), 2400 palazzi gravemente danneggiati (tra cui altri due teatri e tre chiese), 40.000 persone senza tetto, l’apparato industriale distrutto il 98% ed oltre 300 navi affondate nella rada. I danni alle strutture commerciali ammontavano a 24.203.375.000 di lire dell’epoca, equivalenti a circa 776.000.000 di euro attuali.
Eppure, anche in questa condizione, era stata la musica a rendere percepibile il segnale chiaro della volontà di ripresa: già il 4 dicembre 1945, poco più di 200 giorni dalla fine della guerra, gli artisti concittadini Gina Molena e Rina Bertoli (soprani), Angelo Mondin e Antonio Adorni (tenori), Nelly Corbellini e Vincenzo Bergamini (pianisti accompagnatori) dettero un concerto, nella sala della Provincia, che intendeva segnare la ripresa dell’attività musicale in città. E il successivo 21 maggio 1946, nel corso di un altro concerto (Iris Levi Paladini, violino; Raoul Martucci, pianoforte), si riparlò della ripresa organica dell’attività musicale, anche grazie alla ricostituzione dei circuiti nazionali. Detta ripresa, che consentì di invitare artisti da tutt’Italia, avvenne ufficialmente il 3 novembre 1947 con un concerto della pianista triestina Lilian Caraian, cui seguì il duo Barbetti (violino) Selmi (violoncello).
Questo coraggioso rivolgersi alla musica come patrimonio positivo dell’Umanità, trionfante sugli aspetti mortiferi della sfera materiale, ispirò, quindi, la scelta di San Michele nell’atto di cacciare il demonio agli inferi per l’icona del premio che sarebbe stato di lì a poco istituito; oltretutto la Società dei Concerti era stata fondata (o meglio: rifondata, se teniamo conto della “madre” del 1919) nel 1969, il 29 settembre, giorno di San Michele. Di conseguenza, si chiese alla signora Maria Morelli Di Marino (nella foto) di modellare un bronzo che rappresentasse l’Arcangelo nell’atto di cacciare il demonio; il che fu fatto, con notevole risultato estetico e scenografico.
Nel 1986, si decise di assegnare, per la prima volta, il premio; fu scelta come destinataria la violinista Pina Carmirelli che, nel 1937, nell’ormai perduto teatro Duca degli Abruzzi, aveva vinto la prima edizione del Torneo Violinistico; concorso nazionale di alto prestigio, interrotto dalla guerra, che nel frattempo, divenuto Torneo Violinistico e Violoncellistico, sarebbe stato vinto da giovani musicisti quali: Paolo Borciani, Elisa Pegreffi, Franco Rossi, Amedeo Baldovino, Antonio Janigro… All’indimenticabile Carmirelli seguirono, come destinatari del San Michele, tanti altri grandi artisti che intesero concedere alla Società dei Concerti l’onore di accettarlo. La prima copia del bronzo raffigurante San Michele fu affidata alla signora Velta Zecchi, consorte del grande Carlo Zecchi che, da pianista e direttore d’orchestra, aveva tante volte frequentato la città della Spezia.
Si intese, insomma, riannodare il filo della memoria e confermare che la musica, come espressione del trascendente, riaffermasse, nel tempo, il predominio dello spirito, che è immortale, sulla fragilità della distruttibile materia.