l’improvvisazione nella musica occidentale tra ‘700 e ‘800
* * *
*
COMITATO SCIENTIFICO / PROGRAMME COMMITTEE
Andrea Barizza, Lorenzo Frassà, Roberto Illiano, Fulvia Morabito, Luca Sala e Massimiliano Sala
KEYNOTE SPEAKERSProf. Vincenzo Caporaletti (Università di Macerata)Prof. Rudolf Rasch (Utrecht University)
Con all’interno / inside:
ORCHESTRA VISIVAMostra personale di Federico Marconi
La ricerca che Federico Marconi conduce ormai da quasi dieci anni ha come fil rouge la contaminazione fra i linguaggi espressivi. Molte le tappe di questo percorso che ha visto Marconi affrontare temi differenti e materiali diversi — dagli studi-esplorazioni-espressioni realizzati con colori a olio su carta di cocco all’indagine sulla superficie materica delle sue “effimerografie”, ai lavori maturati a seguito dell’esperienza dell’artista a Pechino — per approdare, infine, alle opere realizzate in occasione della Conferenza internazionale “Oltre le Note: L’improvvisazione nella musica occidentale tra Settecento e Ottocento” (IX edizione del Festival Paganiniano di Carro). In questa circostanza Marconi improvvisa la propria “Orchestra visiva” creando, attraverso il proprio linguaggio artistico, una serie di strumenti e di note che intendono raccontare la creazione artistica musicale.
Una partitura virtuale, dunque, che acquista dimensioni e colori reali. Le dimensioni e i colori sono quelli di un poetico pentagramma aereo realizzato con fili rossi e chiodi che li tengono in tensione, avvolgendo i tre lati della sala espositiva in una nuova dimensione musico-visiva. L’intenzione con cui Marconi lavora sulle singole opere, strumenti o note, è quella di depurare gli elementi da dettagli superflui e lavorare sull’essenzialità del bianco e nero con sole poche note di colore. Quest’ultimo è quindi usato solo per tratteggiare l’essenzialità del singolo strumento musicale o della singola nota e per indicare il pentagramma, che diviene il vero e proprio filo rosso su cui si succedono note e strumenti usati nell’improvvisazione musicale dell’artista.
Federico Marconi (1974), architetto, vive e lavora alla Spezia, dove affianca all’attività progettuale la realizzazione di eventi di temporanea modificazione dello spazio pubblico e il lavoro nell’ambito delle arti visive, della scenografia, dell’allestimento e dell’interior-design, riconducibili in ogni caso all’analisi e all’indagine conoscitiva intorno alle dinamiche e ai processi relazionali tra individuo e spazio urbano. Nel campo delle arti visive, le sue scelte espressive in questi anni sono state diverse, ma sempre fortemente caratterizzate: pittura figurativa e informale, installazioni, materiali come la carta di cocco, il legno, l’ardesia, le lastre radiografiche, floppy disk, plexiglass… Punto di partenza di questa ricerca è la riflessione sull’inadeguatezza dei mezzi d’indagine tradizionali al fine di comprendere lo spazio metropolitano contemporaneo: «La ricerca personale nasce proprio dalla difficoltà di qualsiasi indagine conoscitiva nei confronti della metropoli contemporanea solamente attraverso l’utilizzo di quei modelli morfologici, analitici e descrittivi forniti dalle discipline che lavorano sullo spazio, come architettura ed urbanistica». Una scelta, quella delle arti visive, che non viene dunque dettata solo da urgenze espressive, ma che viene anche intesa come personale «strumento di indagine ed interpretazione dei complessi meccanismi relazionali che esistono tra individuo e spazio». Di lui Lamberto Pignotti scrive: «La sua attività si svolge in un’area inter-mediale (architettonico-progettuale, performance e installazioni, opere plurimateriche) che spesso intende — anche attraverso esplicite titolazioni di sue opere verbo-visive che si avvalgono a tratti di un supporto di lavagna — coinvolgere emblematicamente i cinque sensi nel suo complesso». Marconi ha collezionato un’intensa partecipazione a manifestazioni di creatività collettiva di differente natura. Da Febbraio 2008 due delle sue ultime opere (Individualità-Moltitudine 2008 e Limite 2008) entrano a far parte della collezione permanente del CAMeC-Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia. Selezionato dal critico Germano Beringheli e inserito nel Dizionario degli artisti liguri 2005-2006 (Ed. De Ferrari, Genova), è stato indicato dal critico e artista visivo Lamberto Pignotti per il Premio Mario Razzano. Ha ricevuto una segnalazione di merito al “Premio Albero Celeste” 2005 e ha curato GEMINI MUSE 2005 nella città della Spezia. Ha realizzato esposizioni personali e collettive in Italia, in Cina e in Germania. Ultima personale al CAMeC-Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia nel 2008 (30 maggio-29 giugno), all’interno della mostra China new vision - Chinese Contemporary Art Collections from Shanghai Art Museum, rassegna su artisti cinesi ideata da Bruno Corà. Brunetto De Batté, Francesca Mariani, Enrico Formica, Paola Valenti, Germano Beringheli, Lamberto Pignotti, Federica Ratti, testate giornalistiche e molti voci dal web si sono occupati e hanno scritto del suo lavoro.
Società dei Concerti onlus
Rotaract Club della Spezia
Sono lieti di presentare

La manifestazione, organizzata dal Rotaract Club La Spezia con la Società dei Concerti della Spezia Onlus, prevede un appuntamento il quale, attraverso un percorso parallelo di storia e musica, valorizza il patrimonio culturale spezzino e la tradizione enogastronomica del territorio al fine di promuovere il “Service” distrettuale APIN che quest’anno si rivolge all’associazione “GiuleManidaiBambini”.
Aperitivo in Musica ‘10 è legato all’evento Veleggiando con il club Torino Nord 45° parallelo e sostenuto dalla Commissione Arte e Cultura del Distretto 2030.
Programma dell’Evento
Domenica 25 Aprile
Ore 10.30 / 11.30
Concerto seguito da aperitivo di prodotti tipici del luogo e di altro e vario genere presso il Castello San Giorgio *
**Programma del Concerto**
W. A. Mozart, Klavier-Konzert in Fa maggiore Kv. 413
R. Schumann, Quintetto in Mi bemolle Maggiore op. 44
Pier Domenico Sommati - Violino I
Sara Montefiori - Violino II
Ilaria Bruzzone - Viola
Raffaele Ottonello - Violoncello
Andrea Barizza - Pianoforte
* Per quanti fossero interessati è disponibile un servizio di Visita Guidata all’interno del museo a partire dalle ore 9.30
Materiale documentario relativo alle lezioni/concerto nell’ambito di
ProgettoMusica Fondazione Carispe, del 24 marzo e 15 aprile 2010.
Scaricare il pdf e stampare.
Ecco in Anteprima il Libretto del Festival Paganiniano di Carro.
Scaricatelo QUI e diffondetelo!
Il Rigo Musicale… n.29!
![]()
![]()
Da alcuni anni la “Società dei Concerti della Spezia”, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia, offre agli studenti delle Scuole primarie e medie inferiori l’opportunità di allargare i loro orizzonti culturali mediante una serie di concerti legati al proprio percorso formativo. Il successo dell’iniziativa ha fatto registrare tuttavia la necessità di estendere l’integrazione della ‘musica colta’ anche all’interno del progetto formativo degli Istituti secondari superiori, con l’obiettivo di approfondire alcune parti dei normali programmi ministeriali.Per questi motivi, a partire dall’anno scolastico 2008-2009 la “Società dei Concerti” propone un programma di eccellenza per i Licei della Provincia della Spezia. Il tema del progetto vuole impreziosire il curriculum didattico degli studenti attraverso l’approfondimento delle “Contaminazioni fra la musica popolare e la musica colta” e le vicende storico-artistiche correlate.
Nei mesi di marzo e aprile si svolgerà la prima parte del Progetto Musica 2009, intitolata “Special Jazz Project”, a cura di Andrea Barizza e Roberto Illiano. La musica jazz ben si adatta al tema generale delle ‘contaminazioni’, perché nasce come musica popolare ma, nel corso dei decenni, influenza il genere colto e, contemporaneamente, ne assorbe stilemi e armonie. Il nucleo di tale progetto prevede che gli studenti partecipino a incontri con docenti universitari, ricercatori e musicisti esperti in un importante momento di arricchimento culturale e secondo le esigenze programmatiche di ciascun Istituto, in stretta interdisciplinarietà con le altre materie di studio.
Lo “Special Jazz Project” è costituito da quattro conferenze che si propongono come un percorso unitario: partendo delle origini del jazz (i suoi rapporti con la musica afroamericana e le contaminazioni con la musica colta) si giungeranno ad affrontare le implicazioni storiche e sociali con cui è connessa la sua storia (dalla schiavitù americana all’importazione europea del genere in un periodo dominato da regimi totalitari come il fascismo e il nazismo), per spingersi infine allo studio delle peculiarità artistiche del genere (l’improvvisazione, l’armonia e la modalità). Pur mantenendo una differenziazione tematica stabilita in base alle peculiarità didattiche di ogni Istituto, si propone un progetto unitario di formazione che introduca i giovani al mondo del jazz all’interno di una proposta di assoluta qualità per la città della Spezia.
La prima conferenza, dal titolo “Storia del Jazz: contaminazioni di un genere”, si svolgerà giovedì 5 marzo, alle ore 15.00, presso la Biblioteca del Liceo Classico Costa. Relatore è il professor Luca Bragalini, musicologo, membro del direttivo della Società Italiana di Musicologia Afroamericana (SIdMA) e docente di Storia e analisi del jazz presso i Conservatori di Ferrara, Adria, Livorno, Cuneo, Brescia, Cremona e La Spezia. Oltre ad aver ritrovato l’ultima opera sinfonica di Duke Ellington intitolata “Celebration”, Bragalini ha recentemente scoperto la musica inedita che Chet Baker ha scritto durante la sua detenzione in Italia; tali manoscritti saranno alla base di un progetto discografico con Paolo Fresu (la cui “première” sarà il 28 febbario 2009 in seno al “Piacenza Jazz Fest”).
Lunedì 16 Marzo, sempre presso la Biblioteca del Liceo Classico ‘L. Costa’, si svolgerà alle ore 15.00 il secondo incontro sul tema “Musica popolare e fascismo: il ‘gez’ italiano”. Relatrice è la dottoressa Roberta Baldizzone, musicologa attualmente impegnata nel progetto “Intertestualità: citazioni del repertorio eurocolto nella musica afroamericana. Elaborazione di un database” per il Dipartimento di Scienze Musicologiche e Paleografico-filologiche di Cremona. La conferenza sarà accompagnata da interventi musicali dei Django’s Fingers, un trio formato da Alessandro Ricci (chitarra), Corrado Caruana (chitarra) e Carmelo Leotta (contrabbasso). Il gruppo, che propone il meglio del repertorio swing di Django Reinhardt, ha all’attivo una vasta esperienza concertistica che li ha portati a consolidare uno stile molto personale, dinamico, ricco di contaminazioni e veri e propri dialoghi tra strumenti.
Mercoledì 1° aprile, ore 11.00, presso l’Aula magna del Liceo Scientifico “A. Pacinotti” di La Spezia, il professor Luca Cerchiari terrà una conferenza dall’argomento molto accattivante: “Il jazz e l’Europa (1820-1945) fra regimi dittatoriali e democrazie”. Luca Cerchiari, direttore della fonoteca dell’Università di Padova, ha realizzato numerosi programmi musicali per la Rai e la Radio Svizzera. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra le quali vale la pena “Il jazz. Una civiltà musicale afro-americana ed europea” (Bompiani 1997), “Civiltà musicale afro-americana” (Mondadori 1999), “Jazz e fascismo in Italia. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer” (L’Epos 2003), “Intorno al Jazz. Musiche Transatlantiche: Africa, Europa, America” (Bompiani 2007).
Lunedì 6 aprile alle ore 15.00, presso Sala Dante, concluderà il ciclo di incontri una conferenza-concerto di Umberto Petrin dal titolo “L’improvvisazione: modalità e armonie jazz”. Concertista internazionale, Umberto Petrin ha inciso circa 50 dischi per etichette prestigiose e collaborato sia in studio che per concerti con autori del calibro di Lester Bowie, Anthony Braxton, Cecil Taylor, Tim Berne, Steve Lacy, Enrico Rava, Lee Konitz, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, e molti altri. Considerato tra i maggiori interpreti della musica di Thelonious Monk, porta in teatro un récital sulla figura del grande pianista insieme allo scrittore e poeta Stefano Benni. Dal 2007 insegna al Conservatorio ‘G. Nicolini’ di Piacenza come docente del corso di Musica Jazz.
Andrea Barizza e Roberto Illiano
Il violoncello è uno strumento musicale ad arco della famiglia del violino appartenente alla classe dei cordofoni. Fece le sue prime apparizioni nel XVI secolo proprio in Italia. Il Vidal dice: lI violoncello fu costruito in Italia probabilmente verso il 1520;ma i primi, specialmente autentici conosciuti, portano i nomi di Andrea Amati, Gasparo di Salò, Maggini, con date che vanno dal 1550 al 1560; e sono rarissimi .(1) Dell’origine del violoncello oggi si conviene che derivi dalla famiglia dei violini (2) e non da quella delle viole da gamba. Molte infatti sono le analogie con il violino: entrambi hanno infatti 4 corde accordate per quinte giuste, i fori sono a forma di ff, il fondo della cassa armonica bombato e le “spalle” arcuate. La viola da gamba invece presenta 6 corde (generalmente),accordatura per quarte (di solito interrotte da una terza al centro), fondo della cassa armonica piatto, fori di risonanza a forma di cc, tastiera con divisioni. Sono così evidenti le caratteristiche che allontanano il violoncello dalla famiglia delle viole da gamba e che in parte sono presenti nel moderno contrabbasso (3). L’accordatura del violoncello è: do-sol-re-la. La scrittura si effettua su tre chiavi: di basso per il registro grave, di tenore per il registro medio e di violino per il registro acuto. Le quattro corde vengo bloccate nei piroli, dopodichè vengono tese, fatte passare sul ponticello, infine bloccate nella cordiera. La cassa armonica è la parte più voluminosa dello strumento ed è costruita con tue tipi di legno: abete rosso per la tavola armonica; acero per il fondo. Il ponticello sostiene le corde mettendole in comunicazione con la cassa armonica e a questa trasmette le vibrazioni delle corde. Proprio sotto il ponticello si trova un altro importante componente dello strumento: l’anima. Questo cilindro generalmente di abete, oltre a sostenere il piano armonico assieme alle
continua a leggere "Il Violoncello"